Edizione Speciale * Carnevale 2025 * / Carnevale Ambrosiano

 

…a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

 

Quest’anno il Carnevale si conclude a marzo ed è definito “Carnevale Tardivo”, quando la Pasqua cade ad aprile.

Le Date:

Domenica di Carnevale:     16 febbraio  2025

Giovedì Grasso:                   27 febbraio  2025

Martedì Grasso:                   4 marzo      2025    (scuole chiuse in molte regioni)

Mercoledì delle Ceneri:      5 marzo      2025

Pasqua:                            20 aprile    2025

Conosciamo il carnevale Ambrosiano, una delle feste più attese a Milano.

Il carnevale di Milano, conosciuto anche come carnevale Ambrosiano, a differenza del rito romano, è un evento unico nel suo genere che attira ogni anno migliaia di visitatori. Diverso dal carnevale celebrato in altre città italiane si distingue per la sua tradizione che fa slittare i festeggiamenti di quattro giorni rispetto al resto d’Italia. Questo significa che il sabato successivo al mercoledì delle ceneri è il giorno clou della festa.

A Milano, i festeggiamenti iniziano ufficialmente domenica 16 febbraio 2025 (la domenica che secondo la Chiesa Cattolica segna l’inizio di preparazione alla Quaresima) e si chiudono sabato 8 marzo 2025. Il sabato grasso, tradizionalmente è la giornata di maggior concentrazione di feste sfilate ed eventi. Milano si riempirà di parate e momenti di divertimento pensati sia per i bambini che per gli adulti. La città verrà immersa in un’atmosfera festosa e unica dove il fulcro della festa sarà la grande sfilata in piazza del Duomo e lungo le vie principali del centro città.

La particolarità del Carnevale Ambrosiano risale ai tempi di Sant’Ambrogio, il patrono di Milano. La leggenda narra che Sant’Ambrogio, trovandosi lontano dalla città, chiese di posticipare l’inizio della Quaresima per poter partecipare ai festeggiamenti al suo ritorno. Da allora, la tradizione è rimasta, rendendo il carnevale milanese un appuntamento unico.

Come maschere tipiche di Milano, troviamo Meneghino Pecenna, una maschera proveniente dalla Commedia dell’Arte, nata nel XVI secolo. Più tardi a Meneghino si affiancò anche la moglie Cecca, diminutivo di Francesca.

Il personaggio di Meneghino è uno dei simboli più significativi di Milano che, proprio per questo viene anche chiamata città “meneghina”.

Diminutivo di Domenico, in milanese, Domenegh o Menegh.

Meneghino è un servo buono e spiritoso. Il suo nome deriva dal fatto che in tempi antichi, probabilmente tra il ‘600 e il ‘700, mentre i signori più abbienti potevano permettersi molti domestici, i nobili meno facoltosi assumevano un domestico solo di Domenica, appunto un Domenichino.

Il suo costume rispecchia il modesto abbigliamento dei paesani dell’epoca: giacca verde scuro con fodera, orlatura e bottoni rossi; panciotto a fiori, sempre orlato in rosso; calzoni corti scuri; calze a righe in rosso; scarpe basse nere con fibbia, a completare il look, un parrucchino scuro con codino e il cappello nero di feltro, orlato di rosso, a tre punte.

Cecca, il cui nome è la forma dialettale di Francesca, è anche detta Cècca di birlinghitt per via dei fronzoli, nastri, guarnizioni di cui ama abbigliarsi.

L’abito indossato da Cecca è costituito da un corsetto di velluto nero con pizzi bianchi e bottoni d’oro, una gonna di panno color granata con palline bianche, mentre il grembiule è bianco, le calze sono azzurre e come calzatura indossa degli zoccoli in legno.

Sulle spalle indossa uno scialletto di tulle, mentre sulla testa ha la tipica coroncina pieghettata di tradizione brianzola, la cosiddetta guazza.

Come Meneghino la briosa servetta non indossa la maschera, a dimostrazione della sua autenticità e onestà.
Di carattere allegro e sorridente, Cecca è abile nel risolvere i problemi domestici grazie alla sua fantasia, buona volontà e abilità, una capacità che usa per servire al meglio i suoi padroni e per aiutare Meneghino nel suo lavoro.

Insieme Meneghìn e Cècca, con fantasia, volontà, sacrificio, abilità e spirito imprenditoriale, riescono sempre a far quadrare i conti di casa.

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